CHAMPAGNE BLANC DE BLANCS

Lo champagne blanc de blancs è uno champagne prodotto esclusivamente con uve bianche, principalmente del vitigno Chardonnay. Riconoscibile per il suo colore cristallino, la freschezza al palato e la caratteristica mineralità salina, seduce sia gli appassionati alla ricerca di eleganza che gli intenditori alla ricerca di una cuvée da invecchiamento. Scoprite qui di seguito la nostra selezione di champagne «blanc de blancs »: grandi case (Ruinart, Taittinger, Perrier-Jouët, Salon…), viticoltori indipendenti della Côte des Blancs (Larmandier-Bernier, Agrapart…), cuvée millesimate, in bottiglie da 75 cl, magnum o mezza bottiglia…

Che cos’è uno Champagne Blanc de Blancs?

100% uve bianche

Il Blanc de Blancs è semplicemente uno Champagne prodotto esclusivamente con uve bianche. A differenza della maggior parte degli Champagne (che sono un assemblaggio di vitigni bianchi e neri vinificati a bianco), il Blanc de Blancs non contiene alcuna traccia di Pinot Noir o di Meunier. In pratica, nella quasi totalità dei casi, si tratta di uno champagne al 100% Chardonnay. Ed è proprio questa purezza a renderlo così unico.

Il suo nome, del resto, significa letteralmente «bianco ottenuto da uve bianche», in contrapposizione al Blanc de Noirs , che, come avrete intuito, è un bianco ottenuto da uve nere. Questa denominazione è disciplinata dal disciplinare dell’AOC Champagne e garantisce l’origine e la composizione di ogni bottiglia.

I vitigni autorizzati (e dimenticati)

Sebbene lo Chardonnay regni sovrano in questa categoria, è bene sapere che il disciplinare dell’AOC Champagne autorizza in realtà diversi vitigni bianchi:

  • il Petit Meslier, un vitigno antico molto raro che sta tornando timidamente di moda tra i viticoltori più impegnati;
  • l’Arbane, una varietà quasi scomparsa, coltivata su pochi ettari in tutta la regione;
  • il Pinot Bianco, anch’esso poco conosciuto ma utilizzato da alcuni viticoltori attenti alla biodiversità.

Alcuni viticoltori indipendenti puntano proprio su questi vitigni dimenticati per proporre Blanc de Blancs atipici, testimoni di un patrimonio della Champagne in via di estinzione. Se volete uscire dai sentieri battuti e sostenere questa iniziativa, tenete gli occhi aperti sulle etichette: queste cuvée rare offrono spesso profili aromatici sorprendenti, più floreali o più vegetali rispetto allo Chardonnay puro.

Blanc de Blancs: una tradizione recente nella Champagne

Un’arrivo tardivo nel panorama dello Champagne

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il Blanc de Blancs è una creazione relativamente recente nella storia millenaria del vino di Champagne. Per molto tempo, la Côte des Blancs e il suo vitigno Chardonnay erano addirittura mal visti dalle grandi case, che li accusavano di mancanza di struttura e di potenza. La tradizione dello Champagne si basava storicamente sull’assemblaggio dei tre vitigni principali, e vinificare uno Champagne a partire da un unico vitigno bianco era considerato quasi un’eresia nel XIX secolo.

Questa storica diffidenza spiega del resto perché i più grandi terroir a base di Chardonnay della Côte des Blancs siano stati a lungo sottovalutati. Bisognerà attendere il XX secolo perché la verità del terroir si affermi e lo Chardonnay della Champagne occupi il posto che merita.

Charles Heidsieck, il pioniere del 1906

È la Maison Charles Heidsieck ad aprire la strada nel 1906, elaborando la prima cuvée commercializzata con la denominazione Blanc de Blancs. Un’audacia senza pari per l’epoca: andare controcorrente rispetto a una tradizione secolare di assemblaggio rappresentava una vera e propria scommessa commerciale. Ma lo stile conquistò progressivamente una clientela alla ricerca di finezza ed eleganza, che scoprì in questo champagne una firma inedita, più fresca e più precisa rispetto agli assemblaggi tradizionali.

Il boom del dopoguerra e l’affermazione moderna

Bisognerà tuttavia attendere il dopoguerra per vedere il Blanc de Blancs decollare davvero. Negli anni ’50, diverse grandi case lanciano le proprie cuvée di prestigio al 100% Chardonnay: Taittinger crea Comtes de Champagne nel 1952, Ruinart diventa progressivamente la casa iconica del Blanc de Blancs, Salon si specializza esclusivamente in questo stile e diventa il punto di riferimento assoluto.

Oggi, il Blanc de Blancs si è affermato come una categoria a sé stante, riconosciuta in tutto il mondo. Una bella rivincita per uno stile che, pur partendo con una cattiva reputazione, si impone ormai come una delle espressioni più pure e ricercate della Champagne moderna.

Profilo aromatico dello Champagne Blanc de Blancs

Il colore e le bollicine

Alla vista, un Blanc de Blancs presenta un colore cristallino di grande purezza, generalmente molto pallido, con riflessi argentati nelle cuvée giovani e tendente al dorato chiaro, o addirittura al dorato ramato, per le cuvée più mature. Questo colore luminoso e traslucido è la prima caratteristica visiva distintiva dello stile: è impossibile confondere un Blanc de Blancs giovane con un brut classico o un Blanc de Noirs, che presentano entrambi un colore più intenso.

Anche l’effervescenza testimonia la qualità del vino. Le bollicine di un grande Blanc de Blancs sono fini, eleganti, persistenti e formano un bel cordone di bollicine sulla superficie del bicchiere. Questa finezza delle bollicine, segno di una lavorazione accurata, contribuisce in larga misura alla sensazione di raffinatezza al palato.

Al naso: un bouquet caratteristico

A livello di aromi, si riscontra una firma molto riconoscibile che evolve nel tempo. In un Blanc de Blancs giovane, dominano gli aromi primari (quelli che provengono direttamente dal vitigno): agrumi vivaci (limone, lime, pompelmo bianco), frutta bianca croccante (mela verde, pera fresca), delicate note floreali (biancospino, acacia, fiori di vite). È la tipica tavolozza della giovinezza dello Champagne, ricca di freschezza e tensione.

Con il passare degli anni, si sviluppano gli aromi secondari: note di brioche, burrose, di biscotto fresco, di mandorla fresca. Questi aromi nascono dal contatto prolungato del vino con i lieviti durante l’invecchiamento. Per le cuvée da invecchiamento, dopo dieci anni o più, compaiono gli aromi terziari: brioche tostata, frutta secca, miele d’acacia, talvolta nocciola tostata o persino note sottilmente tostate e torrefatte. Un Blanc de Blancs invecchiato rivela allora tutta la sua complessità, senza mai perdere quella firma minerale e salina che lo caratterizza.

Al palato: la firma freschezza-mineralità

È al palato che il Blanc de Blancs dispiega tutta la sua personalità e rivela il suo DNA champenois. L’attacco è generalmente vivace e preciso, sostenuto da un’acidità ben definita che risveglia le papille gustative. Segue poi quella consistenza caratteristica, al tempo stesso cremosa grazie alle bollicine fini e tesa per via dell’acidità naturale dello Chardonnay. Il finale è lungo, salino, quasi iodato, con quella famosa mineralità gessosa che nelle grandi cuvée può persistere in bocca per venti o trenta secondi.

Per darvi un esempio concreto, un Blanc de Blancs Grand Cru giovane di Mesnil-sur-Oger vi offrirà un attacco vivace con note di limone e mela verde, seguito da un finale teso e minerale molto persistente. Con qualche anno di invecchiamento in cantina, questo stesso champagne svilupperà note più rotonde di brioche e mandorla, acquisendo vivacità e rotondità, pur conservando quella tensione caratteristica che ne costituisce la firma distintiva.

I livelli di dosaggio del Blanc de Blancs

Brut Nature ed Extra-Brut: la purezza assoluta

Il dosaggio dello champagne, ve lo ricordo, è quel liquore aggiunto dopo la sboccatura che determina il livello finale di zucchero dello champagne, e quindi il suo stile. La gamma Blanc de Blancs è completa, dal più secco al più dolce, con le preferenze moderne che tendono sempre più verso dosaggi bassi per far risaltare il terroir.

Il Brut Nature (chiamato anche Zéro Dosage, Dosage Zéro o Brut Zéro) non riceve alcuno zucchero aggiunto e il contenuto di zucchero è inferiore a 3 grammi per litro. È uno stile estremamente rigoroso e lineare, che non perdona le uve di qualità media e che va riservato ai grandi terroir in grado di sostenere questa essenzialità. Con uno Chardonnay Grand Cru ben maturo, il risultato può essere sbalorditivo per la sua purezza.

L’Extra-Brut, invece, ammette da 0 a 6 grammi di zucchero per litro. Anch’esso molto puro, ma con un po’ più di rotondità che bilancia l’acidità naturale dello Chardonnay e lo rende un po’ più accessibile.

Brut: il grande classico

Con meno di 12 grammi di zucchero per litro, il Brut rappresenta oltre il 90% dei Blanc de Blancs commercializzati nel mondo. È lo stile versatile, che offre un ottimo equilibrio tra vivacità e rotondità, ideale sia come aperitivo che a tavola. Se siete alle prime armi nel mondo dei Blanc de Blancs, un Brut ben equilibrato rimane il miglior punto di partenza per avvicinarsi a questo stile senza dover affrontare subito l’austerità di un Brut Nature.

Demi-Sec e Doux: per i dessert

Molto più raro nei Blanc de Blancs, ma questo stile esiste davvero. Il Demi-Sec, con un contenuto di zucchero compreso tra 32 e 50 grammi per litro, si abbina magnificamente ai dessert alla frutta o ai dolci non troppo zuccherati. Il Doux, con oltre 50 grammi per litro, è oggi quasi scomparso: un retaggio dei gusti del XIX secolo, che si incontra ormai solo in alcune cuvée di nicchia.

Un piccolo consiglio per non cadere nella trappola: un dosaggio basso non significa che lo champagne sia migliore. È semplicemente uno stile diverso. Personalmente, trovo che un Brut ben equilibrato proveniente da un grande terroir possa essere molto più espressivo e armonioso di un Brut Nature un po’ austero proveniente da un terroir meno nobile. Sta a voi provare diversi dosaggi uno accanto all’altro e farvi una vostra opinione: è così che si impara davvero a conoscere i propri gusti.

I terroir del Blanc de Blancs: la Côte des Blancs e oltre

La Côte des Blancs, terra d’elezione dello Chardonnay

A sud di Épernay si estende una lunga striscia di colline orientate a est che costituisce la culla storica del Blanc de Blancs: la Côte des Blancs. E il suo nome non è casuale, poiché lo Chardonnay rappresenta qui la quasi totalità del vitigno. Questa lingua di terra lunga una ventina di chilometri concentra alcuni dei più grandi terroir di Chardonnay al mondo, paragonabili in termini di reputazione ai migliori climats della Borgogna.

Sei comuni vantano il prestigioso titolo di Grand Cru e rappresentano le vere stelle del Blanc de Blancs. Cramant, situato nella parte settentrionale della costa, è rinomato per la rotondità e la generosità dei suoi vini, con un’espressione solare e golosa dello Chardonnay. Avize, appena più a sud, è famoso per la sua eleganza e la precisione aromatica: è senza dubbio il cru più equilibrato della Côte. Oger si distingue per una notevole finezza floreale, ideale per le cuvée da aperitivo. Le Mesnil-sur-Oger, terroir d’eccezione, dà vita ai Blancs de Blancs più tesi, più minerali e più adatti all’invecchiamento, tra cui spiccano in particolare le cuvée Salon e Krug Clos du Mesnil. Chouilly ha la particolarità di essere classificato Grand Cru per il suo Chardonnay e Premier Cru per il suo Pinot Nero; infine, Oiry, il più discreto di questi Grand Cru, con la sua produzione limitata.

Anche altri comuni della Côte des Blancs meritano la vostra attenzione: Vertus e Cuis offrono Premier Cru di ottima qualità, spesso a prezzi più accessibili rispetto alle quattro stelle del settore.

Gli altri terroir dello Chardonnay

La Côte des Blancs non detiene il monopolio dello Chardonnay della Champagne, e diverse altre zone producono anch’esse eccellenti Blancs de Blancs dai profili distinti. La Côte de Sézanne, situata a sud della Côte des Blancs, propone uno stile più solare e fruttato, generalmente più accessibile in termini di prezzo e più precoce da bere: un ottimo punto di partenza per scoprire questo stile. Sulla Montagne de Reims, in particolare nei villaggi di Trépail e Villers-Marmery, si trovano Chardonnay più strutturati e minerali, dal carattere distintivo. I Coteaux du Sézannais e alcune zone della Valle della Marna completano questo panorama, con cuvée talvolta poco conosciute ma di ottima fattura.

Perché il gesso cambia tutto

Il grande segreto dei terroir del Blanc de Blancs è il loro sottosuolo gessoso. I terreni della Côte des Blancs poggiano su uno strato di gesso che può raggiungere uno spessore di 200-300 metri, vestigia geologica di un antico mare che ricopriva la regione 70 milioni di anni fa. Questo gesso agisce come una spugna naturale che regola l’apporto idrico della vite, immagazzinando l’acqua in inverno per restituirla gradualmente durante il periodo vegetativo.

In pratica, questo sottosuolo gessoso conferisce allo Chardonnay una caratteristica minerale molto riconoscibile: quella sensazione iodata, salina, quasi salivante al palato. È la famosa «tensione gessosa» di cui parlano gli esperti di degustazione, ed è proprio ciò che distingue un grande Blanc de Blancs della Champagne da qualsiasi altro Chardonnay spumante al mondo. Il gesso della Champagne offre inoltre condizioni di conservazione eccezionali nelle cantine tradizionali, le famose «crayères» scavate fin dall’epoca gallo-romana sotto le città di Reims ed Épernay, dove oggi invecchiano milioni di bottiglie a temperatura e umidità ideali.

Perché scegliere un Blanc de Blancs?

Ecco, ora avete tutte le chiavi per comprendere, scegliere e degustare il vostro Blanc de Blancs in tutta sicurezza. Per riassumere l’essenziale, ricordate che si tratta di uno champagne elaborato al 100% con uve bianche (principalmente Chardonnay). La Côte des Blancs, con i suoi eccezionali terreni gessosi e i suoi quattro Grand Cru di punta (Cramant, Avize, Oger, Le Mesnil-sur-Oger), rimane il suo terroir di riferimento assoluto.

Il suo profilo aromatico tipico unisce la freschezza degli agrumi, la croccantezza della frutta bianca, i fiori bianchi e quella caratteristica nota minerale e salina, che con l’invecchiamento può evolvere verso sentori di brioche e burro. Si abbina meravigliosamente a frutti di mare, pesci pregiati e preparazioni crude, e va servito idealmente tra gli 8 e i 10 °C in un bicchiere a tulipano per godere appieno di tutte le sue sfumature. La sua notevole capacità di invecchiamento, per le grandi cuvée, lo rende anche uno champagne da invecchiamento a tutti gli effetti.

Che stiate cercando una cuvée da aperitivo accessibile a circa 30 euro, un bel magnum per un’occasione speciale, un regalo in confezione regalo per una persona cara o un Grand Cru da invecchiamento da lasciare a maturare in cantina, nel nostro negozio online troverete sicuramente il Blanc de Blancs che fa al caso vostro. Esplorate subito il nostro catalogo di Champagne Blanc de Blancs: grandi case prestigiose, viticoltori indipendenti meno conosciuti, mezze bottiglie, magnum, cuvée millesimate o non millesimate, in confezione regalo o sfuse, per tutte le tasche.

Non esitate a filtrare la nostra selezione per casa produttrice, per dosaggio (Brut, Extra-Brut, Brut Nature, Demi-Sec) o per fascia di prezzo per affinare la vostra scelta in base ai vostri desideri del momento. Conto su di voi per dare spazio alla vostra curiosità, confrontare diverse cuvée di stili diversi e farvi una vostra opinione: è così che si impara davvero a scoprire e ad apprezzare il Blanc de Blancs. Buona degustazione!

Dipende tutto dal vostro budget e dai vostri gusti personali. Tra i nomi più rinomati si citano solitamente Dom Ruinart, Comtes de Champagne di Taittinger, Krug Clos du Mesnil e le cuvée della maison Salon per la fascia di prezzo più alta. Per quanto riguarda i viticoltori indipendenti, Pierre Gimonnet, Pierre Péters o Agrapart offrono un rapporto qualità-prezzo eccezionale e un’espressione molto più personale del terroir.

Il prezzo di un Blanc de Blancs parte da circa 30 euro a bottiglia per le cuvée di fascia bassa, principalmente tra i viticoltori indipendenti e le cooperative. Considerate dai 40 agli 80 euro per una bella cuvée con più Premiers Crus che Grands Crus, dagli 80 ai 200 euro per un Grand Cru della Côte des Blancs e oltre i 200 euro per le cuvée di prestigio delle grandi case.

Diversi motivi spiegano questo posizionamento premium: la relativa rarità dello Chardonnay nella Champagne (circa il 30% del vitigno regionale), la concentrazione dei grandi terroir esclusivamente nella Côte des Blancs, la lavorazione più delicata che richiede una selezione rigorosa delle uve e una pressatura particolarmente accurata, e naturalmente il prestigio storico di questo stile tra gli appassionati e i collezionisti.

Recensioni verificate
97% di clienti soddisfatti
Consegna in 24 ore
ordine entro le 11:00
Messaggio regalo
gratuito
1200 referenze
in stock
Immagazzinamento
idroregolato
Pagamento sicuro
CB, Amex, Paypal, Bonifico bancario
Aggiunto al carrello!
Limité à 3 bouteilles. Nous les avons ajoutées à votre panier.
Quantità
Continua gli acquisti