LO CHAMPAGNE DEL FUTURO

Pubblicato da Julie Espirac-Noyelle - 13/04/2023 - Notizie sullo champagne

Salve amanti del vino,

Come sapete, la redazione ama illuminarvi sullo Champagne. Immagine, consumo, sfide da affrontare e opportunità da cogliere... vi raccontiamo le direzioni che il Comité Champagne ritiene che la denominazione debba prendere rapidamente se vuole rimanere una delle denominazioni di maggior successo.

#1 - Champagne? E come!

Con 2 anni di record di spedizioni (326 milioni di bottiglie) e un fatturato di 6 miliardi di euro, lo Champagne continua a registrare vendite storiche all'esportazione. Questo dinamismo post-Covida, nonostante la crescente attrattiva di alcuni spumanti locali, è dovuto a due fattori: l'aumento della frequenza con cui il vino viene consumato al bicchiere e l'ampliamento delle occasioni in cui viene consumato.

Sacralizzare il vino, dissacrare il momento

Alle celebrazioni tradizionali (come le feste di fine anno) e ai giorni speciali (matrimoni, battesimi, comunioni, ecc.) si stanno affiancando celebrazioni più epicuree e spontanee. Infatti, è sempre meno raro vedere il Re dei Vini spogliato la sera, in occasione di una festa dopo il lavoro per rilassarsi dopo una giornata intensa, o infilato in una borsa da viaggio per rallegrare un weekend improvvisato. Grazie alla sua immagine magnetica e alla sua popolarità mondiale, lo Champagne è un vino camaleontico che si rivolge sia al lusso formale che alla classe informale. In breve, brilla in ogni occasione.

#2 - Esclusività, eccellenza e rarità

È proprio questa aura che lo distingue dagli altri spumanti. Che sia fisicamente isolato in un mondo a sé stante o "annegato" tra gli altri spumanti, rimane unico nella mente di tutti coloro che lo raccomandano. La maggior parte di loro afferma addirittura di non avere le conoscenze tecniche necessarie per comprendere la varietà e la diversità dei vini di Champagne.

Rafforzando il rapporto con questi ambasciatori naturali e invitandoli regolarmente a compiere un viaggio iniziatico in terre sacre per conoscere il dosaggio, la fermentazione, i terroir, i terreni, l'esposizione, i vitigni e gli assemblaggi, saranno maggiormente in grado di dimostrare il carattere unico, esclusivo e raro di questo grande vino e di giustificarne il prezzo.

#3 - Verso uno Champagne sempre più virtuoso

Precursore della viticoltura sostenibile, il settore dello Champagne si impegna da molti anni a limitare gli input, a valorizzare la biodiversità e il paesaggio, a trattare gli effluenti e i sottoprodotti e a ridurre l'impronta energetica e di carbonio.

Sebbene non sia necessariamente inclusa nel disciplinare ufficiale, la DOC si è comunque prefissata una serie di obiettivi ambiziosi: "zero erbicidi entro il 2025", "100% delle aziende agricole certificate entro il 2030" e "riduzione delle emissioni totali del 75% entro il 2050".

Per raggiungere questa ambizione, senza lasciare indietro nessuno, nel 2014 il Comité Champagne ha istituito un sistema di certificazione chiamato VDC" per Viticulture Durable en Champagne. In 9 anni, 14.700 ettari dei 34.000 (cioè il 43%) che compongono la denominazione sono già certificati VDC.

Parallelamente, in Champagne esiste anche una certificazione più generale: il marchio "HVE" (High Environmental Value) istituito dal Ministero dell'Agricoltura. Inoltre, esistono diversi marchi che testimoniano pratiche viticole altamente impegnative, come il marchio "AB" per i vini prodotti con la viticoltura biologica o il marchio "Demeter" per quelli prodotti con la viticoltura biodinamica.

#4 - Prospettive future

In un contesto sempre più fluido, per non dire incerto, come può lo Champagne mantenere la sua visibilità, la sua reputazione e la sua desiderabilità nel tempo e nella mente degli appassionati di vino?

In occasione di questa quinta edizione di Champagne Market Trends, il Comité Champagne ha proposto una serie di azioni da intraprendere a lungo termine per proteggere il capitale d'immagine della Champagne. In particolare, il Comité Champagne ha suggerito di costruire un rituale di servizio del vino al bicchiere, di rafforzare lo stretto rapporto con gli opinion leader, gli ambasciatori e gli influencer (quelli veri), di promuovere contemporaneamente il marchio e la denominazione, e di continuare a lavorare insieme senza cercare di opporsi o di alimentare le dicotomie di questa DOC piena di paradossi.

Come si vede, in Champagne la promozione della denominazione è affare di tutti.

Salute!

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